Lavanda del Chianti – raccolta e distillata sulla stessa collina
30 maggio 2025 – Oggi abbiamo intervistato Alessandro Dòmini dell’azienda Casalvento, terza generazione di coltivatori e distillatori della Lavanda del Chianti®. Questo olio essenziale biologico e monorigine è il cuore aromatico dell’accordo fougère che rende unico il profumo Matcha.
Alessandro, come sei finito ad occuparti di lavanda?
La mia è una storia semplice, di famiglia. Tutto è cominciato con il nonno, farmacista e medico fisiologo. Negli anni ’50 decise di acquistare questa azienda a Castellina in Chianti per riposarsi. Notò che a Casalvento le piante aromatiche crescevano spontaneamente, così decise di sperimentare la coltivazione di piante officinali e l’estrazione degli oli, un’attività che richiamava le sue radici accademiche e la formazione da farmacista. Negli anni ’60 era un’idea rivoluzionaria: l’agricoltura era ancora di sussistenza e noi eravamo pionieri di un approccio completamente nuovo.
Come si è evoluta l’attività della vostra famiglia nel tempo?
Nel 1962 è iniziata ufficialmente la nostra attività con il nome di Lavanda del Chianti. I nostri prodotti portavano un’etichetta disegnata dal pittore senese Vittorio Zani, lo stesso che realizzò il simbolo della banca Monte dei Paschi. Tra i nostri clienti c’erano Manetti & Roberts e diverse farmacie della zona. Poi è subentrato mio padre, che oltre a fare il medico, ha rinnovato l’azienda con nuovi campi, una distilleria e importanti lavori durati quasi trent’anni. Anche io, come il nonno, ho una formazione da farmacista e ho scelto di proseguire questa tradizione familiare. Oggi i nostri prodotti sono destinati all’industria degli alcolici e a quella cosmetica.
Quali piante coltivate sui vostri terreni?
Abbiamo iniziato con la lavanda ‘angustifolia’ negli anni ’60 e col tempo abbiamo ampliato sia le colture che le varietà: lavandino abrialis, grosso e altri ibridi. La lavanda superblu, ad esempio, si trova solo da noi a Casalvento: ha un fiore piccolissimo e intensamente blu, che mantiene il colore anche dopo il taglio. Coltiviamo anche elicrisio, rosa damascena, ginepro, iris, rosmarino…
Come avviene la coltivazione e la lavorazione della Lavanda del Chianti?
Abbiamo diversi ettari dedicati alla lavanda, tutti attorno al nucleo produttivo di Casalvento. La fioritura avviene tra fine giugno e inizio luglio, a seconda del clima. A quel punto si comincia la raccolta di fiori e steli, che vengono portati subito in distilleria.
Il vegetale va lavorato fresco: per noi significa un mese di lavoro continuo, giorno e notte. Con la distillazione in corrente di vapore otteniamo l’olio essenziale integrale e l’idrolato, entrambi sottoposti a rigorosi controlli di qualità. Tutto il processo avviene sulla stessa collina, a chilometro zero. Ed è biologico.
Che cosa vuol dire biologico in questo caso?
Non utilizziamo fertilizzanti né diserbanti, e i campi sono controllati e certificati ogni anno con analisi del terreno. Non irrighiamo neanche: la coltivazione è così pura che nei campi si vedono spesso papaveri rossi, indicatori naturali di un terreno sano, visto che sono tra le prime specie a sparire in presenza di sostanze chimiche. Un anno, accanto ai filari di lavanda, è spuntato un intero campo di papaveri, mai seminati, cresciuti spontaneamente.
Nel profumo Matcha utilizziamo la lavanda del cultivar Selezione, perché è così speciale?
Il nostro cultivar ‘selezione’ va avanti da anni e produce un olio di qualità eccelsa, con un profilo aromatico ricco e pulito. Mentre le piane di lavanda hanno una vita media di 10 anni, un nostro campo di questo cultivar ha piante che superano i 25 anni di vita e sono ancora produttive.
Evidentemente, qui il clima e il suolo sono ideali. Inoltre, per mantenere costante la qualità dell’olio, tutte le nostre piante sono cloni, propagati per
talea.
Hai qualche aneddoto divertente che è successo in questa tua vita a stretto contatto con la lavanda?
L’unico lato positivo è che sono sempre abbronzato. Passo l’estate nei campi, spesso senza maglietta, e il risultato è che ho sempre un bel colorito. Sembro sempre in vacanza, anche se in realtà lavoro h24. Comunque, essere un 33enne sempre abbronzato… può tornare utile!
Qual è il tuo profumo preferito di Narici?
Il mio preferito è Bergamoud. Se devo dire Matcha, posso gentilmente mentire.
Note del profumiere:
La lavanda è uno degli ingredienti aromatici più antichi utilizzati in profumeria e fitoterapia. Già impiegata da Egizi, Greci e Romani per profumare bagni, unguenti e tessuti, il suo nome deriva appunto dal latino lavare. L’olio essenziale di lavanda è un pilastro della profumeria classica francese, in particolare nella costruzione dell’accordo
fougère, qui reinterpretato con l’aggiunta del tè verde nel profumo Matcha.
Oggi è spesso soggetto ad adulterazioni o standardizzazioni di sintesi: l’impiego di una lavanda pura e di alta qualità incide in modo determinante sulla resa olfattiva del profumo.